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LA CHIRURGIA DELL’OTTAVO INFERIORE e IL NERVO LINGUALE - Aspetti clinici e medicina legale Aggiungi ai preferiti

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LA CHIRURGIA DELL’OTTAVO INFERIORE e IL NERVO LINGUALE - Aspetti clinici e medicina legale L'estrazione dei denti del giudizio inclusi è una delle procedure di chirurgia orale di più diffusa esecuzione, anche se non risulta possibile quantizzare con esattezza l'incidenza percentuale di tale intervento nell'ambito dell'attività odontoiatrica. Ampiamente noti sono gli aspetti negativi correlati all'inclusione di tali denti, tanto che risulta importante ponderare accuratamente le indicazioni specifiche e reali legate all'esecuzione dell'intervento: indicazioni, timing, età del paziente rispetto alla valutazione del rapporto rischi/benefici.
In linea generale si ritiene che la possibilità di complicanze sia direttamente proporzionale ad alcuni fattori quali l'età, il sesso, le indicazioni all'intervento avulsivo, la posizione del dente, l'esperienza dell'operatore, la strumentazione utilizzata, i mezzi ausiliari di diagnosi adottati (radiografie endorali, panoramiche, TAC ecc.) e la cura e/o le precauzioni adottate nel pre- e nel post-intervento. L'estrazione dei denti del giudizio inferiori, soprattutto se sono situati in inclusione osteo-mucosa totale o parziale, o in mesio-linguo- o disto-linguo-inclinazione, rappresenta di per se stessa un intervento che con frequenza finisce per essere di non semplice esecuzione.
Secondo Iannetti, "la difficoltà dell'intervento dipende, generalmente, da alcune variabili: la localizzazione del terzo molare ed il suo grado di inclusione, le varianti anatomiche a carico del nervo linguale e della regione del trigono retro molare e la presenza di lesioni orali quali cisti intraossee, tumori odontogeni o neoplasie". (Figura 1.1) La pianificazione dell'intervento avulsivo ed un'attenta pratica esecutiva, seppur qualificando come diligente, prudente e perita la condotta del sanitario, non sempre sono sufficienti ad escludere eventi indesiderati, possibili, ma imprevenibili. (Tabella 1.1).
Rientrano nell'ambito di queste complicanze lesioni legate, talvolta, ad uso improprio dello strumentario (pinze, leve, retrattori ecc..), caratterizzate da fratture delle radici ed anche della mandibola (Figura 1.2), nonché ingestione e/o aspirazione di frammenti del dente, emorragie, alveoliti post-estrattive ecc... Oggigiorno, grazie alla disponibilità di antibiotici, raramente ci troviamo di fronte a situazioni di estrema gravita, purtuttavia Kunkel e coll. nel 2007 riportano un caso di decesso per infarto del miocardio in un paziente di 77 anni sottoposto ad estrazione terapeutica non elettiva di un terzo molare inferiore (Tabella 1.2). Molti autori si sono preoccupati di descrivere e valutare le complicanze possibili, anche se i dati raccolti non sono omogenei (Tabella 1.3).
TenBosch e Van Gool riportano complicanze postoperatorie nell'8,4% dei pazienti sottoposti ad estrazioni dell'ottavo. Di queste risultano più frequenti dolore, edema, fratture dei processi mascellari, fratture radicolari, lesioni dei tessuti molli, emorragie, lesioni neurologiche, trisma, processi infettivi. Sisk e coll. riferiscono la possibilità di complicanze in 208 casi su 500 pazienti trattati, soprattutto in relazioni ad inclusioni osteo-mucose parziali o totali.
Chiapasco e coll. nel 1993 distinguono le complicanze e gli effetti collaterali intra-operatori dalle complicanze post-operatorie. Relativamente al primo gruppo, l'incidenza, in uno studio su 1500 ottavi estratti (1000 inferiori e 500 superiori) è pari al 1,1% per i mandibolari ed al 4% per i mascellari. Al contrario le complicanze post-estrattive incidono per un 4,3% negli inferiori ed un 1,2% nei superiori (Tabella 1.4). Haug e coll.(nel 2005 in una ricerca sulla frequenza delle complicanze della chirurgia degli ottavi su pazienti dai 25 anni in su (3760 pazienti divisi per età e sesso-trattati da 63 chirurghi, con 9845 ottavi dei quali 8333 estratti) evidenziano come le osteiti rappresentino ancora oggi la complicanza post-operatoria più frequente (0,2-12,7%), seguite dalle parestesie del nervo alveolare (1,1-1,7%) e del linguale (0,3%). Tutte le altre complicanze complessivamente avrebbero un'incidenza pari al 1% (Tabella 1.5).

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AUTORE RINI M.S. - BOREA G.

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